10RigheDiLibri: Ci ritroveremo ancora….

10RigheDiLibri: Ci ritroveremo ancora….

Ci ritroveremo ancora
non so dove, non so quando,
ma so che ci ritroveremo

 

in un giorno di sole.

 

Sorridi, ti prego, come sai sorridere tu,

 

sorridi finché il cielo azzurro

 

scaccia le nuvole nere,

 

e saluta, ti prego, la gente che conosco.

 

Digli che non starò a lungo lontano,

 

li farà contenti sapere

 

che mentre partivo cantavo questa canzone:

 

Ci ritroveremo ancora

 

non so dove, non so quando

 

ma so che ci ritroveremo

 

in un giorno di sole.

 

Oriana Fallaci
Se il sole muore
Immagini prese dal web
trama:
Nell’esergo al libro si cela il senso più profondo della riflessione della Fallaci:

A mio padre che non vuole andar sulla Luna
perché sulla Luna
non ci sono fiori né pesci né uccelli.
A Teodoro Freeman che morì ucciso da un’oca
mentre volava per andar sulla Luna.
Ai miei amici astronauti che vogliono andar sulla Luna
perché il Sole potrebbe morire.

È un’ambientazione sospesa, rarefatta, ai limiti del fantascientifico, quella di Se il Sole muore: l’erba è di plastica e indistruttibile, i robot circolano liberamente per le strade, il forno parla, ci si sposta soltanto in elicottero e non è rimasta traccia degli odori «inutili» della natura, del mondo prima della svolta tecnologica. È una versione inedita – e quasi apocalittica – della Los Angeles di fine anni Sessanta a far da sfondo all’incontro tra Oriana Fallaci e gli astronauti che si stanno preparando allo sbarco sulla Luna.
L’accurato resoconto scaturito dal confronto di due modi antitetici di leggere la realtà si inserisce nel dibattito dell’epoca, e si basa su alcuni dolorosi interrogativi: è giusto andare sulla Luna? E se invece si trattasse di un gesto stupido, avventato? Se inseguendo il sogno di conquistare la Luna rischiassimo di perdere tutto il resto?
In un mondo sconvolto dai frenetici cambiamenti dello sviluppo scientifico, dove gli strumenti elettronici rendono tutto possibile e la ricerca spasmodica di un «annullamento» dei tempi allontana da quello che la Terra era stata fino a pochi anni prima, la Fallaci è testimone degli esperimenti che astronauti e scienziati americani portano avanti nel miraggio dello sbarco sulla Luna, e dello scontro generazionale di chi in esso scorge una sconfitta anziché una speranza. La scrittrice è a tal punto coinvolta nei progetti dei suoi amici astronauti che Pete Conrad portò con sé in orbita una foto di Oriana in compagnia della madre Tosca e, sbarcando sulla Luna, pronunciò una frase che la stessa Fallaci aveva scritto ad hoc.
Al posto del Sole che potrebbe morire, sinonimo di vita, di natura, di animali fiori e piante, ora si trova soltanto il fioco bagliore della Luna, rifugio estremo e simbolo di un’evoluzione che rischia di cancellare tutto quel che il mondo è stato, eliminando la passione, l’arte, la poesia, e non lasciando più spazio all’uomo.

3 comments

  1. avatar
    rosa.kreattiva says:

    ciao clara grazie per aver partecipato alla mia iniziativa su kreattiva, oggi ho deciso di partire dalle ultime arrivate e così eccomi qui a scoprire il tuo blog molto carino e ricco di contenuti io adoro questa poesia della fallaci e ritrovarla qui è stata molto bello mi sono registrata a wordpress così dovrei ricevere i tuoi aggiornamenti per e.mail a presto rosa

    ps. grazie per aver inserito il banner

    • avatar
      cla says:

      Grazie a te, Rosa, sia per il tuo blog, sia per le tue iniziative. E grazie anche per esser passata da me e per esserti iscritta! E’ un vero piacere condividere il banner e la tua iniziativa.
      A presto

Lascia un commento