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10RigheDiLibri:Le Luci…

10RigheDiLibri:Le Luci…

La frase per iniziare questa settimana per me è proprio questa… non ho ancora letto questo libro, ma è certamente annoverato nella wishlist dei libri… 
 
 
 
 
 
 
“Dunque conoscere una persona significa permetterle di darci o toglierci qualcosa. Significa farla entrare nella nostra esistenza: fargliela sporcare, il giorno che quella persona avrà le scarpe piene di fango. Fargliela illuminare, se a quella persona verrà in mente di portare con sé una lampadina. Fargliela modificare, insomma. Mentre noi modifichiamo la sua. Senza che magari nessuno – né noi né quella persona -, mentre succede, se ne renda conto.”
 
 
 
Estratto da Le luci nelle case degli altri.
Chiara Gamberale
 
 
 
A presto miei cari lettori…
 
descrizione del libro:
 
 Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice d’immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo… Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i condomini di via Grotta Perfetta 315, quelli che più le volevano bene, scoprono da una lettera che proprio nel loro stabile la piccola Mandorla è stata concepita… ma su chi sia il padre, la lettera tace. Proprio perché con tutti Maria sapeva instaurare un legame intenso, nessun uomo tra i condomini si sente sollevato agli occhi degli altri dal sospetto di essere il padre di Mandorla. È così che verrà presa la decisione di non fare il test del DNA su Mandorla, e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. È questo il fatale presupposto di una commedia umana che, con l’alibi del paradosso, in realtà ci chiama in causa tutti. E mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s’innamora, cerca suo padre e se stessa, ci si avventura con lei verso rivelazioni luminose e rivelazioni scomode, si assiste a nuove unioni e a separazioni necessarie. L’autrice costruisce attorno al cuore pulsante della sua protagonista un romanzo corale dove i grandi archetipi si mescolano agli struggimenti contemporanei, la verità e la menzogna cambiano continuamente di segno per dare vita a una voce fresca e profonda, che condurrà, fiduciosa soprattutto dei suoi dubbi, verso un finale sorprendente.

 

http://youtu.be/tuU-DgkSqEk

immagini prese dal web 

10RigheDiLibri: Ci ritroveremo ancora….

10RigheDiLibri: Ci ritroveremo ancora….

Ci ritroveremo ancora
non so dove, non so quando,
ma so che ci ritroveremo

 

in un giorno di sole.

 

Sorridi, ti prego, come sai sorridere tu,

 

sorridi finché il cielo azzurro

 

scaccia le nuvole nere,

 

e saluta, ti prego, la gente che conosco.

 

Digli che non starò a lungo lontano,

 

li farà contenti sapere

 

che mentre partivo cantavo questa canzone:

 

Ci ritroveremo ancora

 

non so dove, non so quando

 

ma so che ci ritroveremo

 

in un giorno di sole.

 

Oriana Fallaci
Se il sole muore
Immagini prese dal web
trama:
Nell’esergo al libro si cela il senso più profondo della riflessione della Fallaci:

A mio padre che non vuole andar sulla Luna
perché sulla Luna
non ci sono fiori né pesci né uccelli.
A Teodoro Freeman che morì ucciso da un’oca
mentre volava per andar sulla Luna.
Ai miei amici astronauti che vogliono andar sulla Luna
perché il Sole potrebbe morire.

È un’ambientazione sospesa, rarefatta, ai limiti del fantascientifico, quella di Se il Sole muore: l’erba è di plastica e indistruttibile, i robot circolano liberamente per le strade, il forno parla, ci si sposta soltanto in elicottero e non è rimasta traccia degli odori «inutili» della natura, del mondo prima della svolta tecnologica. È una versione inedita – e quasi apocalittica – della Los Angeles di fine anni Sessanta a far da sfondo all’incontro tra Oriana Fallaci e gli astronauti che si stanno preparando allo sbarco sulla Luna.
L’accurato resoconto scaturito dal confronto di due modi antitetici di leggere la realtà si inserisce nel dibattito dell’epoca, e si basa su alcuni dolorosi interrogativi: è giusto andare sulla Luna? E se invece si trattasse di un gesto stupido, avventato? Se inseguendo il sogno di conquistare la Luna rischiassimo di perdere tutto il resto?
In un mondo sconvolto dai frenetici cambiamenti dello sviluppo scientifico, dove gli strumenti elettronici rendono tutto possibile e la ricerca spasmodica di un «annullamento» dei tempi allontana da quello che la Terra era stata fino a pochi anni prima, la Fallaci è testimone degli esperimenti che astronauti e scienziati americani portano avanti nel miraggio dello sbarco sulla Luna, e dello scontro generazionale di chi in esso scorge una sconfitta anziché una speranza. La scrittrice è a tal punto coinvolta nei progetti dei suoi amici astronauti che Pete Conrad portò con sé in orbita una foto di Oriana in compagnia della madre Tosca e, sbarcando sulla Luna, pronunciò una frase che la stessa Fallaci aveva scritto ad hoc.
Al posto del Sole che potrebbe morire, sinonimo di vita, di natura, di animali fiori e piante, ora si trova soltanto il fioco bagliore della Luna, rifugio estremo e simbolo di un’evoluzione che rischia di cancellare tutto quel che il mondo è stato, eliminando la passione, l’arte, la poesia, e non lasciando più spazio all’uomo.

10RigheDiLibri…il proprio progetto

10RigheDiLibri…il proprio progetto

“Non esistono condizioni ideali in cui scrivere,
 studiare, lavorare o riflettere 
ma è solo la volontà, la passione e la testardaggine
 a spingere un uomo a perseguire il proprio progetto.”
 
 
 
 
Konrad Lorenz
(1903-1989), zoologo austriaco.

10RigheDiLibri.. pensieri…

… in un mondo in cui devi esser social, in cui,si condivide tutto su tutte le piattaforme web.. social.. da smartphone.. da tablet.. da un pc… in cui si indirizza un attimo in un hashtag. in un “istant” in una timeline… 
cerchiamo di essere in contatto col mondo.. 
ma non ci rendiamo conto che quello che manca sono le piccole cose e che in realtà siamo sempre più soli… ci perdiamo sempre più dietro la fretta.. dietro l’apparire… 
così da morire dentro.
 
 
oggi oltre il mio pensiero.. permettetemi di condividere anche quest’abstract. 
Prometto di non annoiarvi più e di ritornare a  fare i miei post di ricette e prove prodotto 🙂
 
Ma soprattutto .. buon lunedì 🙂 
 
“In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea.
Quindi non bisogna affatto dimenticare. Occorre vivere con la certezza che invecchieremo e che non sarà né bello, né piacevole né allegro. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire, ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze. Avere sempre in testa la casa di riposo per superarsi continuamente e rendere ogni giorno imperituro. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità.
Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.”
 
 
 
 
 
 
tratto da L’eleganza del riccio – Muriel Barbery